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Versione completa: 11 – Interoperabilità e produttività del software
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Il termine indica la caratterizzazione di un’applicazione che ha facilità ad integrarsi con altre per poter svolgere un compito particolare, maggiormente complesso e finalizzato. In pratica l’interoperabilità evince la capacità di un software a scambiare delle informazioni con altri programmi preposti all’accoglimento e scambio dei dati. Un esempio è dato da un software di videoscrittura che si integra con un programma di gestione dati, in modo che, ad esempio, nella stesura di un documento, si possano generare delle copie da inviare a dei clienti censiti nel database. Attualmente la maggior parte dei software viene progettata per avere un elevatissimo grado di interoperabilità. Un esempio in tal senso è ben rappresentato dalle applicazioni Adobe di classe professional: questi applicativi non solo interagiscono magnificamente con il programma di videoscrittura MS – Word, ma addirittura sono in grado di configurarsi nell’ambiente ospitante tramite proprie barre dei pulsanti. Il tipo di interoperabilità sopra descritto sfrutta l’architettura COM dei sistemi operativi di casa Microsoft.

COM è da considerarsi in diretta discendenza dalla tecnologia OLE (Object Linking and Embedding) che rappresentava un modello DDE (Dynamic Data Exchange). L’utilizzo della clipboard consente lo scambio di dati grezzi tra le varie applicazioni e il DDE consente di collegare parti di documenti. Tramite l’Object Linking and Embedding è possibile copiare i dati da un’applicazione server ad un’applicazione client, assieme a delle informazioni riguardanti il server oppure un riferimento che punta alle informazioni memorizzate all’interno del registro di configurazione di Windows.

I dati effettivi possono essere copiati nel momento stesso in cui si viene a stabilire il collegamento (Object Embedding), oppure lasciati all’interno del file originale (Object Linking). I documenti che utilizzano la tecnologia Object Linking and Embedding sono stati successivamente definiti OLE Documents ed attualmente declinati come Active Documents.
Chiaramente l’interoperabilità favorisce oltremodo il riuso del dei programmi poiché asseconda la comprensibilità con altri.
La produttività del software, come abbiamo potuto osservare nel corso dei precedenti articoli, rappresenta una caratteristica di qualità che può considerarsi come caso particolare appartenente alla categoria prestazioni qualora ci si riferisca al processo di produzione del software. Questa è una caratteristica piuttosto importante che merita alcune osservazioni specifiche. Come già affermato, la produttività inerente lo sviluppo del software è piuttosto difficile da caratterizzare ed eventualmente misurare, viene infatti definita in termini legati al numero di linee di codice prodotte per unità tempo, facendo ad esempio riferimento ai giorni. Tale misura può essere utilizzata per prevenire costi, tempi di sviluppo e manutenzione di un’applicazione.

Come avremo in seguito modo di osservare, questo indicatore di produttività è poco idoneo. E’ stato rilevato, ad esempio, che la produttività delle persone è subordinata da una larghissima varianza dovuta all’area applicativa nella quale si presta la propria opera ed alla capacità di ogni singolo individuo. Quest’ultimo fattore evidenzia una volta ancora quanto l’attività legata allo sviluppo del software sia da considerarsi brain intensive, modestamente automatizzata negli aspetti ripetitivi e, indubitabilmente, scarsamente automatizzabile negli aspetti creativi.