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Tendenza del crimine in generale
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E’ possibile affermare, allo stato attuale delle cose, che il tasso di criminalità rappresenta una funzione dell’esposizione e del livello di disonestà. Il valore in oggetto potrebbe essere circoscritto ed in conseguenza ridotto introducendo delle contromisure adeguate oppure dei deterrenti che si rivelino efficaci, seppure i casi scoperti, sovente, palesano l’insufficienza cronica di controlli e revisioni, pertanto uno scarso effetto.
Quando si riesce a determinare le linee di tendenza è possibile il verificarsi dei casi a seguire:
  • Le linee di tendenza di disonestà si rivelano in crescendo e quelle di esposizione decrescono, possiamo pertanto dedurre che anche la linea di tendenza del crimine informatico appare in crescendo.
  • Le linee di tendenza di disonestà si rivelano in decrescendo e quelle di tendenza di esposizione crescono, possiamo pertanto dedurre che la linea di tendenza del crimine informatico appare in crescendo ma con un tasso di crescita incline alla decrescita.
  • Le linee di tendenza sono decrescenti così come le linee di tendenza di esposizione, si presuppone, nel caso specifico, che anche la linea di tendenza del crimine informatico appare decrescente.

La metodologia sopra esposta, applicata in molti paesi industrializzati, ha palesato accentuatamente la tendenza del crimine informatico ad accrescere, in un tasso corrispondente alla linea di tendenza di disonestà. Anche questi risultati sono comunque il frutto dei dati statistici analizzati, come l’incidenza delle varie categorie criminali, i tassi di scoperta, il numero degli elaboratori, il numero di persone che vi lavorano ed infine il numero dei terminali. Nonostante questo punto debole, la stima di queste analisi risulta piuttosto attendibile.

Prendendo a campione il numero di casi verificatisi, si potrebbe formulare la seguente ipotesi: sicuramente il crimine informatico è da considerarsi in costante aumento. Le cause che giustificano tale affermazione si referenziano con il crescente numero di elaboratori in ogni settore della società, la diffusione costante della cultura informatica, la configurazione dei sistemi che consentono l’accesso remoto alle risorse ed infine l’uniformità comportamentale degli individui.

Chiaramente l’ipotesi in oggetto è da considerarsi parziale, infatti non soddisfa la conoscenza dell’andamento dei crimini in chiave futura ed in dipendenza da delle variabili soggette al cambiamento temporale. Siamo quindi al cospetto di una indicazione o ipotesi di tipo puntuale, è probabile che il prossimo punto, in un diagramma che contempla nell’asse delle ascisse il tempo e in quella delle ordinate i crimini informatici, possa avere ordinata maggiore rispetto al precedente.

Nonostante la tecnologia abbia fatto passi da gigante e quindi si possono utilizzare degli strumenti alquanto sofisticati per produrre analisi che rispecchiano sempre più la realtà dei fatti, non ci si deve comunque crogiolare sul fatto che i dati attualmente disponibili possano fornire dei risultanti eclatanti in merito. E’ importante, in un immediato futuro, raggiungere un adeguato numero di informazioni che siano più omogenee e senz’altro più significative.

Si deve pervenire ad una più chiara ed univoca definizione del crimine informatico, ad una legislazione più severa che imponga la denuncia del crimine ogni qualvolta questi viene agito, indipendentemente da quelle che possono essere le ricadute negative in termini commerciali o di reputazione. Chi viene danneggiato da un crimine informatico deve assolutamente prendere coscienza che rivelare l’accaduto alle autorità competenti costituisce il mezzo migliore per opporvisi!

Un caro saluto dalla terra dei nuraghi!


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