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Il canto delle sirene
#1
Nel sito che ospita Sicurpas ed il piccolo mondo che circonda questo umilissimo progetto, abbiamo deciso di non creare rimandi di alcun genere che possano condurre alla dimensione in cui alberga la pseudo politica. Pseudo poiché profondamente convinto che la polis è un nobile condensato di umanità, situazioni, vicende, che legano la vita degli aderenti, senza distinzione alcuna, in barba agli assunti del monaco Aelfric, che con le sue deliranti meditazioni in merito alla composizione della società, ha spalmato sull’orbe terraqueo autentici condensati d’idiozia che, poveri noi, sono, purtroppo, terribilmente attuali.

Potere e danaro formano un connubio in grado di solcare il cadenzare del tempo come l’Araba fenice, in un rituale che si rinnova puntualmente ogni qualvolta i pochi prendono sopravvento sui molti.

L’eccezione alla regola si conforta nel fatto che, ancora una volta, in occasione delle elezioni nazionali, italica truffa declinata sull’altare della democrazia, assistiamo a questo deprecabile, meschino rituale. Si è attivato nuovamente il grande circo della menzogna e falsità, supportato dalla complicità dei media e varie lobi che tra esse competono per situare i propri epigoni nei gangli del palazzo.

Quelle poche famiglie che detengono il potere in combutta con la chiesa, preparano, una volta di più, il banchetto dei tapini che molto rammenta la cena dei proci seguita dalla prova dell’arco.

Ebbene, quanto ancora dovrà perdurare questa indecenza?

Assistere pedissequamente al reiterato riciclo di questi orridi personaggi che pur di mantenere poltrona e privilegi presentano come delle novità uomini d’apparato che, da oltre trent’anni, campano sulle spalle dei poveracci, è divenuta incombenza ormai insostenibile.

Le pubbliche decapitazioni vengono proposte come lezioni di democrazia alle quali si può partecipare pagando il biglietto (due euro, bontà loro), le malefatte divengono teoremi e cospirazioni ad opera di magistrati deviati. Quando questi delinquenti vengono colti con le mani nel sacco subentra la teoria assolutoria con la quale tentano di eludere il soffermarsi nelle patrie galere: se il masnadiero è integrato in ciò che definiscono destra, la giustizia è utilizzata a fini politici, se dalla parte avversa, allora è la democrazia ad essere in pericolo.

Rubano, delinquono in ogni modo, protetti da uno scudo istituzionale creato su misura alfine di garantire il dorato soggiorno in quel parlamento additato da questi farabutti come baluardo della democrazia e che hanno invece trasformato nella buia spelonca di Ali babà.

La vicenda del famoso governo tecnico deve imporre a tutti una riflessione: a che serve andare a votare se non a legittimare le malefatte di questi malfattori?

Hanno forse tenuto conto del parere del popolo nel momento in cui si è instaurata una banda di predoni che ha saccheggiato le poche risorse monetarie della povera gente per destinarle ad una combriccola di mariuoli politicamente tutelata (banche in primis)? Perché chiesa e istituti bancari non hanno pagato IMU, perché gli stipendi e i privilegi di questi parassiti sono ancora integri, perché esistono ancora pensioni che variano dai ventimila ai novantamila euro mensili?

La lista dei quesiti da rivolgere a questa corporazione di fannulloni è molto lunga, ci vorrebbe troppo tempo per formularli tutti. Nonostante ciò si presentano nuovamente all’umano gradire come se niente fosse accaduto: chi ha cagionato il disastro vuole adesso vestire i panni del riparatore.

Ancora una volta considerano il popolo alla stregua di un condensato d’ignoranza da manipolare e plasmare in base ai loro fetidi umori.

Sono una persona istruita, ma ancora non ho capito cosa significhino i seguenti termini: antipolitica e qualunquismo. Forse è qualcosa che questi briganti rivolgono a se stessi, non vi è più di un anti politico e qualunquista di che vive sfruttando l’altrui lavoro. Di un essere abietto e spregevole che inganna le genti con false promesse e ha trasformato malaffare e dissolutezza in un redditizio mestiere da svolgere nelle comode stanze del palazzo!

Personalmente, prima di recarmi a votare e prestarmi ancora una volta al gioco di questi mascalzoni, penso che, nel momento in cui rilascio la scheda nell’urna, sto legittimando un sistema delinquenziale del quale divengo complice. Se vogliamo cambiare lo stato delle cose è necessario far capire a questi felloni, che debbono andarsene a casa, tutti, indistintamente! Come? Non legittimando le loro malefatte per mezzo del voto.

Non esiste alcun’altra strada praticabile. Mai la violenza, ricompatta e giustifica l’operato di questi maiali, nessun rimando a ideologie sconfessate dalla storia.

Semplicemente in nome dell’onestà, della moralità, della legalità, nel ricordo di Carlo Alberto dalla Chiesa, Giovanni Falcone, Paolo Borsellino e tanti altri eroi del nostro meraviglioso paese.

Il mio, e mi assumo totalmente la responsabilità di quanto affermo, è solamente un invito alla riflessione, siate voi padroni delle vostre scelte, fate questo in nome di una vera ed autentica democrazia che deve essere figlia di quelle regole che riconducono l’essere umano, nel proprio operato, ad essere discepolo di rettitudine ed integrità morale. Non date bada al canto delle sirene!

Un caro saluto dalla terra dei nuraghi
#2
Ciao Mariano,
hai parlato per conto di 20.000.000 di persone con le palle piene di questo andazzo!
Da quel di Sassari un saluto!
#3
Ancora una volta considerano il popolo alla stregua di un condensato d’ignoranza da manipolare e plasmare in base ai loro fetidi umori.
Il popolo è sempre considerato ignorante e bue da manipolare. Hanno torto? Non mi pare, visto che il popolino li segue come un cagnolino segue il padrone. Cosa possiamo aspettarci dalle prossime elezioni, un cambiamento epocale? o solo promesse che non verranno mantenute? La responsabilità della crisi non è nostra, dicono, è mondiale, noi siamo innocenti sono gli altri che ci affamano e creano disoccupazione, votate per noi e vi daremo la Luna, colorata come desiderate, ma votatemi...


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