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I rubagalline non indignano!
#1
E’ storia recente la sentenza di condanna definitiva comminata ad un signore che, enfaticamente, viene definito il re dei paparazzi. Appreso il verdetto lo sfigato corre ai ripari avventurandosi in una lunga fuga da qualcuno definita, avvinto dallo zelo, latitanza. Più che altro un rocambolesco ripiegamento a dorso di mulo o giù di lì, in un divenire tra serio e faceto che ben s’adatta al personaggio.

Non essendo chiaramente un malavitoso di spessore, ma una mezza burletta coi conigli nel cilindro, il ribaldo è stato velocemente aggiogato ai ceppi. Naturalmente l’eclatante arresto ha deflagrato nei vari tg dell’italica patria con l’impatto di una mina anticarro, che volete, il nostro suole, dal terrazzino della propria dimora, lanciare gli intimi indumenti su schiere plaudenti di fan in delirio. Giovanissime in larga misura, tant’è che per talune, saturare le narici con gli umori mascolini del belloccio, parrebbe produca un godurioso sussulto nelle mutande.

Come si possono ignorare le imprese di questo eroe dei nostri tempi? La fabbrica del nichilismo che ogni Domenica, dallo schermo tv, s’affanna a rintronare gli italiani in un valzer di giarrettiere e culetti birichini, poteva forse esimersi dal narrare le gesta del bel tenebroso?

Il malcapitato è stato proposto all’attenzione della gente con delle vistose manette che gli cingevano i polsi, in una cornice scenica proposta più volte, in tutte le salse, a far sì che lo spettatore rimanesse emotivamente coinvolto nella farsa.

A questo punto mi par d’uopo un quesito: il capitan fracassa in oggetto è una mezza cartuccia che ben si presta a questi penosi teatrini, ma è pur sempre un essere umano, forse molto meno indegno di tanti altri.

Dov’erano quei signori che, quando le manette costringono i politici ed i colletti bianchi gridano alla barbarie ed al giustizialismo? Nessun giornalista si è stracciato le vesti esternando il proprio sdegno. Niuno di quei delinquenti che domiciliano a Montecitorio ha pubblicamente espresso riprovazione nel vedere il discolo in costrizione come un mafioso.

Non vado oltre, poiché in questo sito vige una importantissima regola, e cioè quella di non sprecare fiato a disquisire di quella corporazione di fannulloni e cialtroni che albergano in parlamento, pertanto mi limito semplicemente a proporre una riflessione: i rubagalline non indignano!

Un caro saluto dalla terra dei nuraghi!
#2
Ciao Mariano,
ho letto tutti i tuoi articoli, quelli tecnici e non, in religioso silenzio. Mi sorge spontanea una domanda, senza nulla togliere al tuo paese, ma che ci fa uno come te a Bolotana?
Da quel di Sassari un saluto a tutto il team Sicurpas.
#3
Ciao Mario,
alla tua domanda potrei rispondere in tanti modi, partendo dal presupposto che, sostanzialmente, quanto affermi è da considerare un elogio, seppur velato, o se non altro declinato entro i canoni di una ponderata cautela.

Apprezzo la delicatezza con la quale introduci ciò che potrebbe essere, per gran parte degli individui proclivi a gravitare su sé medesimi, il quesito che si fa compagno nel corso di una vita. Non solo in merito a ciò che è la collocazione meramente geografica, questa può essere compensata, qualora manchevole, dai rapporti più o meno appaganti col materiale umano disponibile alla bisogna.

La vita d’altronde si snoda attraverso tutta una serie di compromessi volti a far sì che il traversar penoso, goda, se non altro a sprazzi, di quei momenti in cui ti crogioli nella percezione che consegna ad una dimensione entro la quale regna incontrastato il picco di osmosi per cui qualcuno afferma che siamo, comunque, tutti fratelli in Cristo. Se ciò non è sufficiente lievita allora quella contrapposizione, non voluta, ma sicuramente insita in ciò che possiamo definire come carenza esistenziale dell’essere umano, che poi rappresenta, nella sua recondita essenza, la stesura di quei carteggi esistenziali che inducono le persone come te, poiché esseri sensibili ed intelligenti, a formulare determinati quesiti.

Che ti debbo rispondere Mario? Sono tutto sommato un esserino che adora levare all’alba col canto degli uccelli a rammentarmi che il creato è teatro delle magnificenze con le quali Nostro Signore suole ingraziare i suoi figli. Sorrido al crepitar lieto della fiamma nel caminetto ed ancor più mi rende giulivo il trincar gioioso con del buon Cannonau in compagnia dei pochi amici che nella cantina fan simposio.

Mario, sii clemente, lascia che io trascorra il menar del tempo in questo piccolo paesello, coi miei libri, il mio computer, il decantare della vita che, seppur monca sotto taluni aspetti, mi colloca comunque a poca distanza da Nostro Signore. Grazie Mario, per la tua sensibilità, per la tua delicatezza, perché in cuor mio so che capirai quanto di queste mie parole è l’essenza. Da Bolotana, un fraterno abbraccio!
#4
Ciao Mariano,
recepito, grazie a te. Non ho la tua capacità a trasmettere le sensazioni in poche e lucide parole e sinceramente mi viene difficile dirti cosa provo nel leggere quanto scrivi. Sono dell’ idea che, oltre ad aver creato Sicurpas hai dato a questo forum una impronta di cultura sicuramente differente da tanti altri siti dove si percepisce la superficialità della vita di tutti i giorni. Hai un grande potere per le mani, fanne buon uso come stai facendo adesso. Sei un pittore della parola, ed un poco ti invidio. Grazie a te per questo meraviglioso forum.
Da quel di Sassari a tutti voi un saluto.


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